LICEO ARTURO TOSI X PARCO DELLE ROGGIE

| morus | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Sapindales |
| Famiglia | Sapindaceae |
| Genere | Genere spp.(species plures) |
Il nome generico Morus viene dal latino mõrus, "nigra-nero" o "alba-bianco" per via del colore dei frutti di alcune varietà.
I "frutto" del gelso è detta sorosio, è costituita da tanti piccoli frutti accostati. Il tutto è disposto su uno stelo. Le more di gelso nere, o bianche, sono edibili (famosa la granita siciliana ai geisi), e da essi vengono estratti oli essenziali usati come aromatizzanti per cosmetici naturali e sigarette elettroniche. In fitoterapia l'estratto delle gemme e del fogliame di gelso bianco viene impiegato come ipoglicemizzante, ha effetti ipolipidici e antiossidanti.
Morus è un genere di piante originario dell'Asia orientale, ma anche diffuso in Africa e in Nord America. Già da diversi secoli è presente stabilmente in Europa. Comprende alberi o arbusti da frutto di taglia media, comunemente chiamati gelsi. Fu introdotto in Italia verso il XII secolo sia da monaci italiani di ritorno dai loro viaggi di evangelizzazione in Asia, sia da Ruggero di Sicilia che importò nel suo reame esemplari di gelso bianco con numerosi bachi da seta e abili artigiani tessitori come prigionieri, in grado di lavorare il filato pregiato. Una legislazione particolare tutelava addirittura all'epoca gli alberi di gelso, dapprima favorendone l'impianto e poi vietandone l'abbattimento. Diffuso in Lombardia da Ludovico Sforza detto perciò “il Moro”, le sue foglie erano colte per nutrire i bachi da seta. In questo modo il duca arricchiva la scarsa economia rurale dei contadini lombardi. Tipiche erano le coltivazioni in Pianura Padana lungo i canali e i fossi per lo scolo dell'acqua, dove interi filari di gelsi delimitavano i bordi dei campi, beneficiando dell'ambiente umido e acquoso che i canali stessi garantivano. I gelsi erano così frequenti da ispirare modi di dire, come “murum föra da fila” per additare un tipo bizzarro. Le principali specie conosciute e rinvenibili in Italia e in Europa sono il gelso bianco (Morus alba) e il gelso nero (Morus nigra), mentre le altre sono di varie parti del mondo.
Tra gli usi più interessanti ed efficaci del gelso bianco troviamo dunque l'azione antidiabetica. E' usato anche come componente attivo in diverse preparazioni fitoterapiche per combattere influenza, tosse e raffreddori stagionali. Viene usato per ricavarne legname facilmente lavorabile, buona legna da ardere e pertiche flessibili e vimini per la fabbricazione di cesti; per l'ultimo uso spesso gli alberi sono drasticamente capitozzati. Il gelso, come i salici, era utilizzato in passato per ricavarne frasche per il bestiame, nutrimento per i bachi da seta, pali, legna e legacci per vigne. Per quanto l'uso di questa la tecnica possa essere controverso, era comune nei territori agricoli di un tempo ed è importante per molte specie animali; il taglio a raso di tutti i nuovi rami consente uno sviluppo in larghezza del tronco che, in un tempo relativamente breve, sviluppa carie o forma anfratti in cui trovano rifugio molti animali.